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Mele, la qualità è (anche) questione di tempo

Ecco come nasce una Pink Lady: tutti i passaggi dal frutteto alla tavola

La matematica arriva in frutteto con l'equazione della bontà di Pink Lady: 7 mesi di tempo, il lavoro di circa 1782 api e tanto amore permettono di ottenere le mele col bollino a forma di cuore. Un sigillo che da oltre vent'anni garantisce gusto e una coltivazione sostenibile.

La storia di Pink Lady

La mela Pink Lady si riconosce al primo sguardo per la sua colorazione inimitabile, nata dall'intuizione del ricercatore australiano John Cripps, che nel 1973 provò a incrociare naturalmente una Golden Delicious con una Lady Williams. E' nata così la varietà Cripps Pink e le mele migliori - quelle con il giusto equilibrio tra dolcezza e acidità, croccanti e succose, con un mix aromatico unico (clicca qui per scoprire La ruota degli aromi) - diventano Pink Lady.

Qualità, una questione (anche) di tempo

La mela Pink Lady è la prima a fiorire e l'ultima ad essere raccolta, un lungo ciclo di vita sull'albero - accompagnato dal sapiente lavoro manuale dei produttori - che consente ai frutti di sviluppare un profilo aromatico ricco e distintivo. Il raccolto parte proprio in questi giorni e lo start ufficiale viene dato dopo un'attenta analisi su alcuni parametri fondamentali come grado zuccherino, sviluppo degli aromi, colore e consistenza del frutto. I tecnici, numeri alla mano, valutano lo stadio di maturazione ottimale e danno il via libera alla raccolta. 

Impegno per la sostenibilità

Insomma, avrete capito che nella filiera Pink Lady non si sgarra. Ma l'attenzione non è alta solo nei confronti della garanzia del gusto, ma c'è un impegno condiviso per promuovere la produzione responsabile: azioni che sono state messe nero su bianco in una Carta degli impegni (qui la potete consultare). Si tratta di ben 14 punti per migliorare l'impatto della filiera Pink Lady sulla natura che riguardano l'ambiente, i produttori e i territori in cui questa mela viene coltivata; senza dimenticare i consumatori, con cui si vuole stringere un rapporto sempre più stretto, fatto di trasparenza e condivisione. Tra gli obiettivi a lungo termine c'è quello di tendere a una filiera a impatto zero sul fronte delle emissioni di anidride carbonica da qui al 2030, mentre gli imballaggi andranno verso soluzioni 100% cartone FSC, con film e bollini compostabili. 

Non resta che addentare la mela Pink Lady

Gusto garantito, produzione sostenibile, ma le carte vincenti della mela Pink Lady non finiscono qui. Mangiando un frutto assumerete un quarto dell'apporto giornaliero di Vitamina C consigliato; questa mela è poi ricca di antiossidanti per limitare l'invecchiamento cellulare, mentre le fibre che contiene aiutano il benessere intestinale. Un consiglio: mangiate le mele Pink Lady con la buccia, perché la Vitamina C si concentra proprio qui!