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Futuragri, estate di luci e ombre

De Filippo: benino il melone, patate meglio di pomodori e zucchine, percoche da valorizzare

Il momento è complesso, le prospettive incerte e per sdrammatizzare Giuseppe De Filippo, responsabile commerciale di Futuragri, cita la nota frase dell'economista John Maynard Keynes: "Nel lungo periodo saremo tutti morti". Ma l'azienda pugliese è viva e vegeta, ha attraversato il difficile periodo del lockdown e naviga ora con accortezza - cogliendo anche elementi e segnali positivi - nel mare tempestoso di questo inizio d'estate avaro di soddisfazioni per la maggior parte dei produttori. 

"La campagna del melone, nostro prodotto di punta in questa fase, è tutto sommato discreta", spiega De Filippo. Il retato pugliese si alterna alla materia prima della Val di Chiana. Lo scorso anno le superfici dedicate erano di circa 180 ettari (150 in Puglia, 30 in Toscana) "ma - puntualizza De Filippo - in questa stagione abbiamo leggermente ridotto gli areali. Il nostro melone, in termini di volumi e prezzi, da inizio stagione non è mai andato male, si è sempre difeso bene, a differenza dei pomodori coltivati in serra e delle zucchine, il cui bilancio e negativo. Luci e ombre, invece, per le patate".

Riveste una certa importanza, per Futuragri, la coltivazione delle percoche, "frutto che ha modalità di consumo diverse da pesche e nettarine, destinato a una platea specializzata, direi quasi di amatori; potrebbe dare e fare di più se venisse meglio valorizzato, soffre la mancanza di marketing. Nei ristoranti, ad esempio, le percoche potrebbero essere proposte in abbinamento al  vino". "E' tutta l'ortofrutta, in generale - conclude De Filippo - che meriterebbe più chance, anche nel canale Horeca, oggi purtroppo alle prese con una crisi ancora pesante".